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LA FORMULA E ALLA RICERCA DI UN POSIZIONAMENTO, NEL CONFRONTO DIFFICILE CON I COLOSSI DELLA F.1

Oliver Turvey, team NIO Formula E

SkeetGp

Prove tecniche di posizionamento nel mondo della Formula E, che, oggi, ha debuttato a Roma lungo il percorso di 2,8 chilometri all'interno del cuore dell'Eur. La Formula E non sta sfidando la F.1, perché sarebbe un confronto impari, per storia, marchio, presenza di piloti, che rappresentano (nel secondo caso) l'eccellenza del settore quattro ruote, ma, al netto di tutte queste considerazioni, non si può nascondere il fatto che il campionato mondiale delle monoposto elettriche stia crescendo dopo stagioni (soprattutto all'inizio di questo nuovo format sportivo) parecchio deludenti. 

Anche sotto il profilo economico parliamo di due campionati assolutamente non paragonabili, ma sono alla luce del giorno gli investimenti che le case costruttrici automobilistiche e i principali colossi del settore ambientale (a partire dal segmento dell'energia), stanno portando in questa serie motoristica per dare credibilità e coerenza a progetti perfettamente in linea con lo storytelling della "Formula E" (come nel caso del brand Enel).

Di fronte a queste riflessioni è chiaro che i manager del campionato mondiale, destinato alle vetture elettriche, dovranno lavorare molto sotto il profilo dei diritti tv. Lì è la sfida dei prossimi anni. Attualmente è l'anello debole della filiera commerciale, perché la presenza della F.1, un vero e proprio "mainstream" del settore, toglie risorse e attenzione agli E-Prix. A Roma la Formula E ha trovato una casa, una destinazione felice ( tanto che è in discussione l'estensione del contratto per 3 o 5 anni), anche perché la Capitale italiana non aveva mai organizzato qualcosa di simile (non si era mai andati oltre un piccolo format rallystico, il resto avviene di solito in quel di Vallelunga all'interno dell'autodromo), ma c'è ancora molto da lavorare, per irrobustire il format e renderlo di appeal per spettatori live e tv-viewers.