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MORGAN LESIARDO, DOPO L’EUROPEO MOTOCROSS IL MONDIALE MX2: “LA MOTOGP NON MI HA MAI ATTRATTO”

Morgan Lesiardo

Pianeta Giovani

Dall’impianto di Saint-Jean-d’Angély, nella regione della Nuova Aquitania, sede lo scorso weekend dell’MXGP of France, il paddock della MXGP comprendente anche la categoria cadetta MX2 si trasferisce armi e bagagli in Italia per l’attesissimo FIAT Professional MXGP of Lombardia in programma a Ottobiano, provincia di Pavia, una settantina di chilometri dall’aeroporto di Milano-Malpensa, per quello che si può ritenere il giro di boa di un Mondiale di motocross edizione 2018 iniziato lo scorso 4 marzo in Argentina e destinato a concludersi il prossimo 7 ottobre dalle parti di Buchanan, Michigan, negli Stati Uniti d’America. 

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Morgan Lesiardo

A sventolare il tricolore sul suolo sabbioso di Ottobiano nella tappa iridata del 17 giugno ci penserà, tra gli altri, il promettente motocrossista Morgan Lesiardo, classe 1999, che dopo avere conquistato l’anno scorso il titolo europeo EMX 250 sta affrontando la sua prima stagione completa nel Mondiale MX2 in sella a una KTM schierata dal Marchetti Racing Team facente capo all’ex pilota e manager viterbese Elio Marchetti.  

Originario di Cantù, vicino Como, il diciannovenne Lesiardo ha nel carniere anche due titoli europei Supercross e due scudetti italiani motocross oltre appunto alla vittoria nell’Europeo EMX 250 capace di spalancargli le porte del Mondiale MX2 che quest’anno sembra essere un affare privato tra il campione in carica, il lettone Pauls Jonass, e il rivale iberico Jorge Prado Garcia. 

Alla vigilia del secondo round italiano del Mondiale MX2 dopo Pietramurata (8 aprile) e prima di Imola (30 settembre), SkeetGP ha contattato il giovanissimo talento comasco per saperne di più sulle sue ambizioni di carriera, sul rapporto instaurato con il team e sulle caratteristiche di una specialità motociclistica economicamente più sostenibile rispetto alle categorie che gravitano attorno alla MotoGP. 

Cosa ha significato per te passare dall’Europeo EMX 250 a correre stabilmente nel Mondiale MX2? È stato un processo naturale dopo la conquista del titolo continentale nel 2017?

Di sicuro è stato un passaggio molto importante per la mia carriera perché non è una cosa da tutti i giorni riuscire a disputare l’intero campionato del mondo. Ho dovuto superare degli ostacoli, certo, ma l’importante è poter dire di essere arrivato a questi livelli. Non è stato facile ma ho raggiunto un primo grande obiettivo. 

Quanto ha inciso nel tuo caso il supporto del Maggiora Park Racing Team, progetto voluto dal Maggiora Park per la preparazione e il lancio di giovani talenti del motocross italiano?

Per me vivere un’esperienza formativa con il Maggiora Park Racing Team è stato come trovare una seconda famiglia. Prima di arrivare da loro non riuscivo a dare continuità ai miei risultati, se non in qualche manche qua e là, ma quando sono entrato a far parte del progetto mi hanno subito fatto sentire uno del gruppo. Non è stato affatto facile andare via a metà della scorsa stagione per abbracciare una nuova sfida.

Che tipo di moto è la tua KTM SX 250 F che utilizzi nel Mondiale MX2?

La KTM del Marchetti Racing Team è una moto 250 quattro tempi. Mi piace usare un setting di sospensioni alto davanti e basso dietro, mentre a livello di motore mi trovo bene quando ne impiego uno forte nei bassi e negli alti regimi contemporaneamente, così da usare meno marce possibili.

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Come ti trovi nel team di Elio Marchetti? Quali sono inoltre i rapporti con i tuoi compagni di squadra?

Nella squadra diretta da Elio sto molto bene, tutto il team mi ha accolto nel migliore dei modi e ciò che mi manca adesso sono soltanto i risultati. Purtroppo finora le cose non sono andate come pensavamo e mi auguro pertanto che la situazione volga nuovamente a nostro favore. Onestamente con i miei compagni di colori non ho legato granché perché trascorriamo poco tempo insieme; ho un buon feeling con Alessandro Facca, ma posso dire di trovarmi a mio agio anche con Jose Antonio Butron e Benoit Paturel.  

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Morgan Lesiardo, ITAMAX 

Che cosa ti ha spinto a scegliere il motocross e non una carriera in pista inseguendo magari la MotoGP?

Papà mi ha trasmesso la passione per il motocross e personalmente non ho mai seguito più di tanto la MotoGP.

A tuo parere, in base anche all’esperienza maturata, il motocross è uno sport economicamente più accessibile rispetto a chi decide di gareggiare in moto su pista?

Il budget che serve nel motocross è alto anche a livello nazionale. Penso tuttavia che correre in pista frequentando le varie categorie addestrative che portano alla MotoGP costi in proporzione molto di più a un pilota e al suo entourage. 

Secondo te un buon motocrossista può essere altrettanto competitivo in circuito? Vale anche il discorso inverso?

Non credo, è vero che sei sempre a cavallo di una moto, ma stiamo parlando di due stili di guida completamente diversi. In linea di massima però penso che sia più facile passare dal motocross alla pista piuttosto che percorrere la strada inversa.

Dove speri di essere a fine campionato? Quali sono i tuoi obiettivi odierni e quando potremo vederti in MXGP?      

Gli obiettivi non cambiano: nelle prossime gare mi piacerebbe essere sempre nella top 15, anche se in qualche tappa in cui mi trovo particolarmente a mio agio vorrei provare a puntare un po’ più in alto in classifica. Ho compiuto da poco diciannove anni e fino ai ventitré voglio maturare esperienza nella MX2, dopodiché potrò pensare con calma al salto nel campionato maggiore in cui oggi si sfidano Jeffrey Herlings e Antonio Cairoli. Per adesso voglio restare concentrato su questa stagione di corse.

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