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L’AMERICAN DREAM DI LODOVICO LAURINI

Ludovico Laurini, RP Motorsport Team
Ludovico Laurini, RP Motorsport Team
Ludovico Laurini, RP Motorsport Team
Ludovico Laurini, RP Motorsport Team
Ludovico Laurini, RP Motorsport Team
Ludovico Laurini, RP Motorsport Team
Ludovico Laurini, RP Motorsport Team
Ludovico Laurini, RP Motorsport Team
Ludovico Laurini, RP Motorsport Team
Ludovico Laurini, RP Motorsport Team

Pianeta Giovani

Un italiano in America. Lodovico Laurini da Busseto, vicino Parma, nell’alveo della cosiddetta Motor Valley emiliano-romagnola, classe 1997, ha deciso quest’anno di varcare l’Oceano per competere nel Pro Mazda Championship difendendo i colori dell’italianissimo team RP Motorsport all’esordio assoluto nella categoria propedeutica a stelle e strisce caratterizzata dalla presenza di nuovi telai Tatuus e propulsori preparati dalla dinamica Casa di Fuchū. 

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Ludovico Laurini, RP Motorsport Team

Archiviato un formativo 2017 in Euroformula Open, sempre con RP Motorsport e con il britannico Harrison Scott quale compagno di squadra, Laurini si è ormai calato nel ruolo di pilota di formule potendo contare su un retroterra importante nel karting con ottimi risultati in ROK Cup e una vittoria di prestigio alla 24 Ore di Le Mans 2016, classicissima di durata nel panorama delle quattro ruotine.  

Birmingham, Indianapolis, Elkhart Lake, Toronto e Portland sono soltanto alcune delle piste made in Usa che accoglieranno il driver emiliano e gli altri giovani virgulti del Pro Mazda Championship in una stagione iniziata a marzo sul circuito cittadino di St. Petersburg e impaziente di decollare con il secondo appuntamento previsto in Alabama nel weekend del 21-22 aprile. SkeetGP ha fatto il punto con Laurini sull’inedita sfida americana in stile Road to Indy che potrebbe un giorno portarlo ad affrontare la mitica 500 Miglia dell’Indiana sognata e riverita da numerosi suoi colleghi.

Lodovico, come è maturata la decisione di correre in America nel 2018 affrontando il Pro Mazda Championship?

Mi è subito sembrata un’opportunità unica per mettersi in mostra in un nuovo campionato sia per me che per il team, che aveva bisogno di piloti per abbracciare questa sfida. Si trattava infatti di iniziare da zero negli Usa.

A St. Petersburg, in Florida, nel primo weekend dell’anno, in Gara 1 hai concluso decimo dietro al tuo team-mate Harrison Scott mentre in Gara 2 hai tagliato il traguardo in undicesima piazza precedendolo allo sventolare della bandiera a scacchi. Come imposti solitamente il rapporto con i tuoi compagni di squadra? Inoltre, come valuti nel complesso la prima uscita stagionale in Pro Mazda? 

Ho sempre cercato di instaurare una buona relazione con i miei compagni di squadra, anche se obiettivamente non è così semplice andare d’accordo visto che in un team si punta entrambi al bersaglio grosso. Va da sé che io e Harrison vogliamo vincere; personalmente, una volta sceso in pista, non mi preoccupo di chi veste i miei stessi colori, ma dismessi la tuta e il casco non si finisce mai di ridere e scherzare assieme. Per quanto riguarda St. Petersburg sono contento della prestazione mia e del team. Abbiamo ancora parecchio da lavorare, ma come primo approccio alla serie Usa è stato positivo.  

Cosa significa per te lavorare a fianco del team principal Fabio Pampado e del suo staff?

È un grande privilegio essere un pilota del team RP Motorsport. Sono consapevole di lavorare con ragazzi in gamba, molto professionali, che vantano esperienza da vendere nel mondo delle corse. Sono convinto che per me diventerà una seconda famiglia: con loro parlo tanto e con calma riusciamo sempre a risolvere qualsiasi problema. L’anno scorso, disputando il campionato Euroformula Open in seno al team di Pampado, credo di avere appreso tanti insegnamenti che, ne sono sicuro, mi torneranno molto utili in questa stagione Oltreoceano.

Come ti prepari alla sfida delle piste americane, ben diverse rispetto ai più tradizionali circuiti europei che eri abituato a frequentare in Euroformula Open? Quali sono poi le differenze a livello di assetto della vettura tra i tracciati stradali e cittadini rispetto agli ovali? 

I tracciati europei sono davvero molto diversi se li confrontiamo con gli impianti made in Usa. Nel Vecchio Continente siamo abituati ad asfalti piani con ottimi livelli di grip e le piste sono mediamente più larghe. In America il grip dell’asfalto è leggermente inferiore, inoltre bisogna tenere conto degli avvallamenti e dei saliscendi con scarsa visibilità in uscita dalle curve. Le traiettorie ideali vengono dunque influenzate dalla presenza dei cosiddetti bump, appunto, e dal banking, cioè la pendenza. La Tatuus che in Pro Mazda utilizziamo su circuito ovale è completamente differente in termini di assetto rispetto alla vettura per stradali e cittadini. Sugli ovali le gomme sono coniche per resistere meglio all’usura e allo stress provocato dall’alta velocità, mentre tornando al set-up l’obiettivo è quello di avere più grip possibile.

Da quest’anno nel Pro Mazda Championship vengono appunto impiegate le Tatuus PM-18. Puoi descrivermi le caratteristiche della nuova monoposto concepita nella factory italiana di Concorezzo ubicata a circa venti chilometri da Milano? 

La PM-18 mi piace veramente tanto! Rispetto alla Dallara di Euroformula Open dispone di più cavalli, ha un po’ meno downforce ma pneumatici più larghi e performanti. La combinazione rende questa monoposto molto divertente da guidare.

La tua stagione da pilota in servizio negli States prevede lunghi trasferimenti tra l’Italia e gli autodromi a stelle e strisce?

Non ci sono dubbi: quest’anno trascorrerò lunghi periodi negli Usa senza sottovalutare il problema del fuso orario. Le sette ore di differenza tra l’Italia e gli Stati Uniti d’America incidono parecchio se non sei abituato e devi restare concentrato al massimo sul lavoro di pilota. Detto questo, unirò gli impegni agonistici più vicini tra loro ma rientrerò in Italia nei momenti di pausa.

La società Laurini Officine Meccaniche di Busseto incarna un’eccellenza nel comparto delle macchine movimento terra e attrezzature per pipeline tanto da esportare le proprie conoscenze in giro per il mondo. Di cosa ti occupi in azienda e come riesci a conciliare i tuoi impegni con la carriera di pilota?

In azienda ho svolto diverse mansioni, passando dall’ufficio con disegno 3D al computer all’officina vera e propria nel reparto montaggio. Gestire tutti questi impegni, però, non è affatto uno scherzo: in pratica quando non sono negli Usa a gareggiare vado in azienda a Busseto, poi una volta finita la giornata in ufficio mi alleno in palestra o in alternativa eseguo esercizi di resistenza per conto mio.

La tua famiglia ti ha sempre supportato dalle prime gare in kart al passaggio in monoposto?

Papà ha sempre sostenuto le mie scelte concedendomi il necessario respiro per concentrarmi sulle gare. Molti giovani vorrebbero essere al mio posto ed io mi sento molto fortunato: voglio anzi ringraziare mio padre che mi ha permesso di iniziare con i kart e proseguire oggi sulle formule. Avere l’appoggio della famiglia può fare la differenza per impostare la propria carriera con serenità.

Quasi tutti i giovani piloti sognano la Formula 1 e in pochi opterebbero per l’America sapendo che la trafila abituale parrebbe contemplare la necessità di farsi le ossa nelle formule propedeutiche di matrice europea. In questo momento, anche alla luce della tua scelta di gareggiare nel campionato Pro Mazda 2018, guardi a un futuro da pilota in IndyCar Series? 

La Formula 1 è sempre stata la regina di tutte le categorie. È il sogno di ogni pilota, ma come si suol dire ogni cosa ha un prezzo e quello del Circus iridato si può ritenere un circolo molto chiuso. Non basta avere le capacità, occorre il mezzo meccanico per emergere e stare lì davanti a lottare con i migliori, altrimenti le chances di ben figurare si riducono subito a zero. A mio avviso l’indycar Series è molto più omogenea a livello di performances tra le vetture dei diversi team, tant’è che si assiste spesso a fantastiche battaglie tra i piloti dal primo all’ultimo giro. In America l’indycar è particolarmente seguita e per quanto mi concerne sarei ben felice di proseguire in questa direzione, anche se mi dispiacerà stare tanto tempo lontano da casa e dagli affetti. In definitiva, il mio desiderio è quello di costruirmi un solido futuro nel motorsport!.

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