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ROSSI, IL PILOTA PIÙ PROTETTO DELLA STORIA, DICE DI SENTIRSI INDIFESO


Pensar Juntos

Domenica scorsa ho ascoltato il mitico Giacomo Agostini in una magnifica intervista che l’amico Damiá Aguilar gli ha fatto su Catalunya Radio, una delle due stazioni con il più alto ascolto in Catalogna. Quando ho ascoltato Agostini ho pensato che le cose stanno cominciando a cambiare in Italia per quanto riguarda le furbizie, le cadute di stile e le boutade di Valentino Rossi.

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GP Argentina, Marquez- Rossi

"In effetti, in Italia - ha detto Agostini - non esiste più l'unanimità di consensi che esisteva prima, quando Valentino parlava e tutti pendevano dalle sue labbra. Ora non tutti sono d'accordo con lui e, nel caso dello scontro con Marc Márquez in Argentina, molte persone hanno pensato che Rossi abbia sbagliato a lanciare tutti quegli attacchi verbali a Marc, che era già è stato sufficientemente punito con la perdita di tutti i punti che aveva appena conquistato, troppo impetuosamente ".
È stato in quel momento che Aguilar gli ha posto la domanda da milione di dollari per il 15 volte campione del mondo del motociclismo: ma perché Rossi si comporta così? "È semplice: perché prima il n° 1 era Valentino e ora il numero 1 è Márquez, che ha vinto quattro degli ultimi cinque titoli mondiali della MotoGP (con Valentino in pista, attenzione) ed è il grande dominatore della categoria."
Cominciamo dall’inizio, nel caso qualcuno dubiti (e spero di no), che in Spagna tutti siano d’accordo con Márquez. Come ha ben spiegato Andrea Dovizioso, Marc non sapeva come gestire l'enorme potenza e facilità di rotazione che aveva in Argentina, perché avrebbe potuto, forse, superare tutti i suoi rivali senza spingerli, senza colpirli, senza provocarne la caduta, come è accaduto nel caso di Rossi.
Ma l'altra cosa che si pensa in Spagna è che Rossi non è riuscito a tenere a freno la lingua. Prima, dicendo che Marquez sta distruggendo il suo sport. Secondo, dicendo una grossa, affermando che ha paura di correre contro di lui. E poi, accusando lo spagnolo di mirare direttamente alle gambe dei suoi avversari. Infine, cosa se possibile anche più scandalosa, di non sentirsi protetto dai commissari e dalla Race Direction.
Tornerò ancora su questo punto ma, prima, lasciatemi, cari amici, cari lettori, mostrare la mia sorpresa per il fatto che metà Italia (o gran parte della penisola) ha chiesto a Gianluigi Buffon di scusarsi per il duro attacco che ha lanciato su giovane arbitro inglese, Michael Oliver che ha rovinato, con un rigore che non può essere fischiato nel minuto 93 di una partita storica, il match di ritorno della Juve contro il Real Madrid. "Un uomo così ha un bidone pieno di spazzatura al posto del cuore". La frase, che è brutale, questo sì, indica l'arbitro, ma Buffon non ha detto "il calcio è corrotto ... quell'arbitro è venduto ... non mi sento protetto da lui ... ho paura di giocare a football con giocatori come quelli ..."
Eppure, pochissimi hanno chiesto a Rossi di scusarsi e/o riflettere sulle sue dure parole contro Marquez, un pilota (cosa riconosciuta anche dallo stesso Kevin Schwantz, che ora lo critica) che ha portato una boccata d'aria fresca , gioventù, audacia paragonabili allo sbarco in Europa di campioni come Kenny Roberts, Randy Mamola, Eddie Lawson, Freddie Spencer (a proposito, idolo di Márquez) e Wayne Rainey.

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Zarco senza peli sulla lingua

Torniamo al discorso distruttivo, incomprensibile, illogico e vendicativo di Valentino Rossi alla fine della gara di Termas de Río Hondo. Il francese Zarco, nuovo arrivato in MotoGP, ma dotato di una incredibile determinazione, ha detto che molti, troppi piloti, silenziosi e un po’ codardi, non hanno mai detto apertamente ciò che sono in molti a pensare: che cioè non c’è stato un pilota nella storia del motociclismo mondiale così grande, campione eccelso, enorme, tremendo, ma anche così protetto e favorito dai commissari, dalla Race Direction e dalla Dorna stessa, organizzazione della Coppa del Mondo, come Valentino Rossi. Nessuno!
"In Argentina, Marc ha sbagliato, è stato sanzionato non ha preso punti ed ha pagato: ed è la cosa peggiore che possa capitare a un pilota", ha commentato Zarco ricostruendo la sfida tra Rossi e il 4 volte campione del mondo in MotoGp che detiene (e qualcuno sembra volerlo dimenticare) di tutti i record di precocità nella storia della classe regina.
"Insisto: Marc ha perso tutto, tutto. E ha conquistato il suo primo “zero” della stagione”, ha detto Zarco, che precedentemente aveva definito il catalano e l’italiano degli "dei". "Ma, in Malesia-2015, Rossi ha dato un calcio a Marquez, ha terminato la gara ed è addirittura salito sul podio, aggiungendo i suoi punti alla classifica, cosa che non è accaduta con Marc in Argentina. Come ha detto Stoner, Valentino avrebbe dovuto vedere la bandiera nera in quel momento. Ma non solo, perché dopo è stata presa una decisione politica, hanno sanzionato Valentino, facendolo partire ultimo nella gara di Valencia. e tutti sapevano che avrebbe rimontato, ma non tanto da permettergli di salire sul podio

Perché tutto questo? Mistero. Sorprende piuttosto che i proprietari della fabbrica giapponese per cui corre Rossi non abbiano detto nulla, men che meno il britannico Lin Jarvis, e nini abbiano stigmatizzato il comportamento maleducato di 'Uccio' quando Marquez, Emilio Alzamora (suo manager), Alberto Puig (Honda direttore sportivo) e Hector Martin (DIRCM team giapponese) sono andati a chiedere scusa ai box Yamaha. Un comportamento disdicevole e indegno di una grande squadra che nini fa bene all’immagine del motociclismo.

C'è stata la riunione della Safety Commission dove tutti, proprio tutti i piloti presenti hanno detto tutto. Poi, però, secondo Danilo Petrucci, "non appena è uscito il problema dell'Argentina, tutti hanno commentato che erano lì per parlare del futuro e non del passato" Buona idea, peccato che Andrea Dovizioso, alla conferenza stampa ufficiale del GP delle Americhe, giovedì scorso ad Austin, abbia dichiarato che "".

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Petrucci sul banco degli imputati

Ma non dimentichiamo che, anche se lo scontro spettacolare è stato tra i due 'dei' della MotoGP, che continua a crescere (a proposito, molti in Spagna credono che Rossi avrebbe potuto facilmente raddrizzare la moto, come Espargaró ha fatto dopo la spinta di Marc, ma, vedendo l'erba, ha preferito gettarsi per terra per rovinare la gara di Marc e, con la sua caduta, prendersi tutti i titoli), ad Austin si è parlato anche dell’entrata di Zarco che ha provocato la caduta di Pedrosa (frattura del polso) o quella di Petrucci su Aleix Espargaró, accusato di “aver fatto cadere 8 piloti negli ultimi 3 anni e nulla è mai successo loro”.

Dicono che la decisione concordata da piloti, Dorna e FIM è stata quella di adottare sanzioni più dure in gara. Sembra che chi si scontra con un avversario riceverà subito una bandiera nera di squalifica. Ed è quello che ha perorato Sete Gibernau, manager di Pedrosa quando ha visto Zarco danneggiare il suo pilota: “Questo non è uno sport di contatto, no, anche se ci sono stati nella storia centinaia di incidenti in tal senso. Per questo motivo devi dire ai piloti quali sono le regole del gioco e, soprattutto, che i contatti non saranno consentiti. Se li avvisi, questo cambierà la situazione, ovviamente, perché i piloti devono sapere che sono i nostri eroi, che li ammirano per quello che fanno e come lo fanno, ma non abbiamo intenzione di assistere a delle gare inutilmente aggressive”.

 

*L'ARTICOLO IN LINGUA ORIGINALE E' SCARICABILE

** TRADUZIONE A CURA DELLA REDAZIONE

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