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GRID GILRS IMMOLATE SULL'ALTARE DEL DOLLARO! LIBERTY MEDIA COMPRA UN "CANALE PER FAMIGLIE"


Dossier

Liberty Media, come colosso statunitense di comunicazione e, al contempo, proprietario della classe regina del Motorsport, è perfetto connubio di sport-spettacolo, abbinamento vincente e pericoloso che si nutre del plauso del pubblico e di indice audience.

Il plauso del pubblico della Formula Uno, però, sembra averlo perso per la decisione di abolire le Grid Girls, molte le polemiche. I media ne hanno fatto una questione femminista, in relazione a quanto accaduto in America per lo scandalo a Hollywood e per il caso di molestie ad atlete della squadra olimpionica statunitense.

Non che non abbiano inciso sulla questione, come lascia pensare il comunicato stampa dell’azienda con quel “chiaramente in contrasto con le attuali norme sociali”, ma non è un problema di molestie. Non emerge alcun caso del genere, in più non si parla neppure di tutela della sicurezza della donna o del lavoratore.

In una intervista ad una ex Grid Girls italiana, oggi professionista realizzata,, con nessun interesse a difendere la categoria, emerge quanto il senso di empowerment impartito dalla Philip Morris e messo in pratica in griglia, abbia inciso sulla sua persona e formazione.

Dunque non c’è alcuno scandalo che travolge la categoria, e Liberty Media non è sensibile all’emancipazione delle donne più che in passato.

È piuttosto una questione di tutela dell’immagine mediatica della donna, intesa anzitutto in termini di marketing, poi come difesa dei diritti.  D’altronde con “non è in linea con i nostri valori” si parla di valori aziendali e puramente commerciali.

Prova ne è che John Malone ha appena acquisito Scripps Networks, che ha un bacino di utenza prettamente femminile, target che dovrà essere integrato al canale sportivo.

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Didascalia

Un network dedicato prettamente a mogli, madri, single, il cui palinsesto è calibrato sull’indice di gradimento rosa. Una tv dove è la donna ad avere il telecomando in mano.

E così per soli 15 miliardi di dollari, il Ceo Liberty Media nonché proprietario della F1, ha puntato il dito contro le Grid Girl e innalzato l’indice audience.

Le Grid Girls, loro malgrado, mentre rappresentavano per le femministe un modello che propone, a livello mondiale, dei canoni estetici socialmente ricattatori e che rimandava al mercimonio, per Liberty erano diventate il simbolo di un marketing superato che usa il corpo delle donne in nome di mercato, profitti e audience in modo troppo smaccato.

La strategia di abolire “questa pratica non appropriata e pertinente alla Formula 1 e ai suoi fan, vecchi e nuovi, in giro per il mondo” è risultata efficace sotto tutti i punti di vista:

  • Liberty ha imposto il proprio modello di valori marketing
  • La tv ha assunto una funzione educativa e sociale nei confronti di questo sport e del suo pubblico
  • È stata data libertà decisionale a migliaia di donne col telecomando

In più la compagnia appare politically correct, le femministe non hanno motivo di polemizzare e chi strenuamente continua a sostenere le Grid Babes viene percepito dalla società globale come deviante.

 

PERCHÉ LA DECISIONE DI LIBERTY MEDIA ALLA FINE PENALIZZA SOLO LA DONNA

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“Grazie formula1.com per aver deciso di smettere di usare Grid Girls. Un altro sport che fa una scelta chiara” Con questo tweet, la Women’s Sport Trust, organizzazione no profit inglese dedicata alla salvaguardia delle donne nello sport, ha sostenuto l’iniziativa della Liberty, considerando un mero effetto collaterale la perdita di lavoro per centinaia di modelle.

L'emancipazione è una cosa sacrosanta, ma questa decisione è contro le donne” ha sottolineato Lauda, indicando anche soluzioni pratiche al problema. Se le divise sono troppo provocanti, che si allunghino le gonne, se il problema è la parità dei sessi, che si assumano Grid Boys.

La tutela della donna però non passa solo dalla divisa e dall’estetica, ma anche dall’uso che si fa dell’immagine.  

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Japanese GP : si fotografa la bandiera?

Liberty Media in quanto colosso di entertainment, avrebbe potuto imporre più sobrietà è vero, ma soprattutto cambiare regia, dando direttive precise a fotografi e cameramen per vietare riprese e foto provocanti di tette e culi e gambe, non sempre girate con il consenso delle modelle.

Gli escamotage per salvare le Grid Girls c’erano, ma serviva un taglio ombelicale con la gestione Ecclestone, più volte tacciata di sessismo e discriminazione,

L’operazione anti Grid Girls era stata già programmata, tanto che la stagione 2017, ha visto ai minimi la percentuale di esposizione mediatica delle modelle, in griglia o con l’ombrellino, in tutti i gran premi.

Ma il danno non è solo alle lavoratrici, il danno è perpetrato proprio alle femministe, che ben poco avevano da ringraziare per il contentino mediatico concesso, soprattutto se dedite alla salvaguardia delle donne nello sport.

È sfuggito ai più che Liberty Media ha scelto il minore dei mali e ha eliminato il pretesto più evidente FUORI dalla pista, tagliando via il settore che incideva meno sui costi (la sponsorizzazione attraverso agenzie di hostess) ed evitato di intervenire sull’organizzazione INTERNA della F1, che ad oggi rimane uno sport prettamente maschile.

Dal 1950 ad oggi, si contano 5 donne in gara, e nella storia recente in pista solo Susie Wolff come test driver per la Williams.

Ovvio che per correre in Formula 1 bisogna avere attitudine e preparazione atletica, ma se 51 donne dal 1961 ad oggi sono diventate astronaute (6 mandate nello spazio) possibile non si riesca a formare un pilota donna in F1?

Questo sarebbe stato un impegno femminista, educativo, civile ed encomiabile da parte di Liberty Media. Anche se l’innovazione in atto potrebbe far pensare che quella è la direzione intrapresa.

Tornando alla lista delle pilotesse, non ho dimenticato Carmen Jordà, ma annoverandola avrei offeso le altre colleghe e la F1 stessa. Test driver per la Lotus, sarà ricordata più come avvenente Box Girl che come pilota, tanto che si dubita abbia mai preso le misure per il sellino.

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Grid Girls vs Carmen  Jordà

Nella foto affianco, possiamo confrontare la divisa di una Grid Girl con quella della pilota. Differenze? Nessuna.

Allora come mai la WST non si è indignata e non ha ripreso l’atleta che strumentalizzando (con avallo di direzione, sponsor e team) la sua immagine per mero marketing, ha denigrato la dignità di tutte le professioniste nel Motorsport?

Carmen Jordà fu un esempio di trash marketing e sessismo aziendale, confezionato ad hoc come parte dell’intrattenimento alla gara.

La definizione potrebbe essere applicata anche alle             Pit Babes, con la differenza che loro partecipavano attivamente allo spettacolo, non rappresentavano una categoria sportiva.

La spagnola Dorna ha comunicato che lascerà le Bike Girls al loro posto. L’Europa è meno puritana? No, è più sicura di sé. Se a persone e lavoratori si garantiscono tutti gli strumenti per tutelarsi, si insegnano i codici comportamentali e si forniscono i corretti strumenti di interpretazione, perché censurarli?

 

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QUANDO IL MARKETING È FEMMINISTA Ecclestone-Liberty Media, modi diversi di pensare la F1 In Dossier Documents, tutti i nostri approfondimenti

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